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11/03/2010 - ITALIA: NEVICATE STORICHE PER MARZO
Un'irruzione fredda eccezionale, in alcune località da record, e che ha imbiancato zone costiere e sepolto le zone collinari, che ha interessato numerose regioni del centro-nord, che ha sommerso l'Appennino centro-settentrionale. Ripercorriamo questi tre giorni incredibili......


Colpo di coda marzolino: bianca sorpresa dell'Inverno.... Sarà l'ultima? Blizzard di neve in gran parte del Nord, nevicate ingentissime su parte delle Alpi occidentali e Appennino Centro-Settentrionali, ancora piogge estreme su Sicilia, Calabria e Puglia, la cronaca di tre giorni di inverno rubati alla primavera. Le ondate di freddo invernale nel mese di marzo non si possono considerare un'eccezione, ma gli eventi nevosi che hanno colpito molte zone del Nord e Centro Italia in questi ultimi giorni, nemmeno possono essere ricondotti alla normalità. La cronaca ci ha riferito delle nevicate copiose che hanno interessato molte regioni italiane, ma proviamo a rifare un riassunto di quanto avvenuto, iniziando dalle nostre regioni settentrionali, e tenendo presente che alcuni fenomeni sono ancora in corso.
Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria Il nostro settore nord-occidentale, che già veniva da un trimestre invernale freddissimo e molto perturbato, ha vissuto un altro evento nevoso di grande rilevanza. Basso Piemonte ed Oltregiogo ligure sono state ancora una volte le zone più colpite, con accumuli rilevantissimi, oltre il mezzo metro già a quote collinari, fino a 2 metri in montagna. La neve ha raggiunto Aosta e Torino, con accumuli contenuti (5 cm circa), è stata molto abbondante su Cuneo, Asti e Alessandria, sulla Riviera Ligure si sono avute sfiocchettate, con qualche modesto accumulo sul savonese. La perturbazione è stata accompagnata da vento fortissimo in Liguria: a Capo Mele registrata una raffica di 130 km/h, sull'Appennino di Levante è nevicato a modo di blizzard, con furioso scaccianeve. Da segnalare gli 80 cm già a 400 m in alcune zone del cuneese (Mondovì) e i 50 cm a soli 150-200 m nell'alessandrino (Pietra Marazzi).
Lombardia ed Emilia-Romagna A Milano ha nevicato per 24 ore, ma l'accumulo al suolo è stato irrisorio (tra 0 e 4-5 cm). Le aree regionali maggiormente colpite dalla nevicata sono state quelle meridionali e orientali, come Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (15-25 cm). A Brescia (28 cm) si è probabilmente avuta la maggior nevicata marzolina dell'ultimo secolo, per tornare ad un accumulo simile in marzo bisogna tornare ai primi anni del 1900 o addirittura agli ultimi del 1800. Un'intensa nevicata ha colpito anche Varese. Per Milano e la Brianza l'evento nevoso è stato invece assai modesto e molto meno intenso rispetto a quello del marzo 2005. La Star di quest'ondata di neve è stata probabilmente l'Emilia-Romagna. Ha nevicato un po' ovunque in regione, solo le aree costiere dell'Alta Romagna (ravennate, ferrarese) sono state risparmiate. In Emilia, in particolar modo sulla pedemontana e in Appennino, gli accumuli nevosi hanno superato il mezzo metro, anche un metro a quote di bassa montagna. Bologna (30 cm in città, 40-60 nei dintorni), Modena-Reggio Emilia (40-45 cm), ma anche Parma (30-35 cm), Piacenza (20-25 cm), Ferrara e Forlì (15 cm circa), tutte queste città hanno visto neve con accumulo, anche ingente, accompagnate spesso da forte vento di bora. Discorso diverso per il riminese: qui è caduta generalemtne pioggia mista a neve sulle coste e diversi cm di neve sulle colline (10 cm a 300 m, 30-40 cm a 400 m, 60 cm a 500-600 m); sino avute anche lievi imbiancate sulla spiaggia di Riccione e in pianura nel riminese nei brevi momenti di sola neve. Nevona anche a San Marino, dove gli accumuli sono iniziati già a 200 m, ma è la collina che ha fatto il pieno: 50 cm a Borgo Maggiore (460 m) 50-60 cm a Chiesanuova (500 m) e fino a 75 cm a San Marino Città (670 m).
Triveneto Diffuse sono state le nevicate anche sulla Pianura Veneto-Friulana. Gli accumuli assai meno ingenti rispetto all'Emilia, manca d'altra parte in questa zona l'effetto Stau prodotto dall'Appennino. Maggiormente colpiti i settori del rodigino (10-20 cm a Rovigo e provincia) e del veneziano (accumuli in costa) Ha nevicato con accumulo a Verona (5-7 cm), e non è certo usuale, a Venezia, Padova, Treviso. Imbiancato generalmente il basso Veneto e il basso Friuli, dove si contano addirittura 15-20 cm sulle spiagge di Caorle (VE) e Jesolo Sandonà (VE). Molta la neve presente sulle Prealpi Venete. Anche in Veneto, e in Friuli, la nevicata ha assunto le caratteristiche di blizzard, con fenomeni di scaccianeve. In Friuli la bora ha soffiato oltre i 100 km/h, ma è stato nella Venezia-Giulia, che questo vento, come al solito, è arrivato alle sue punte massime, toccando a Trieste i 152 km/h, un vero record degli ultimi decenni; proprio oggi, però, sono state registrate da stazioni amatoriali (ma a norma) raffiche fino a 184 km/h e 212 km/h (tali dati vanno comunque validati). Più penalizzato il Trentino-Alto Adige, che ha avuto neve solo in montagna, mentre all'asciutto il fondovalle dell'Adige.
Toscana e Lazio Da record le nevicate nella zona delle Colline Metallifere, specie attorno alla zona di Volterra. Gran neve anche nella zona dell'Amiata, nel senese, verso i confini con l'Umbria, e ovviamente, nel settore padano della provincia di Firenze e lungo l'Appennino. La neve è caduta fin su Grosseto, con accumuli a partire da quote collinari. Gran nevicata sull'Isola d'Elba. Nel Lazio è stata colpita soprattutto la provincia di Viterbo, con neve anche sul capoluogo. La neve è riapparsa sulle zone collinari della provincia di Roma, e poi in Appennino. Più a sud le temperature sono rimaste troppo alte per consentire fenomeni nevosi a bassa quota, più a nord, verso la valle dell'Arno, sono mancate le precipitazioni consistenti, risultando queste zone sottovento rispetto alle correnti da nord-est, e senza poter usufruire in maniera corposa dell'umidità proveniente dal Tirreno, vista la posizione più meridionale del minimo di pressione.
Marche, Umbria, Abruzzo e Molise In alcune zone di queste regioni si è avuta la maggior nevicata stagionale. Nelle Alte Marche Urbino è stata sepolta dalla neve (50 cm) e la neve è scesa a tratti anche in pianura tra 100 e 200 m, anche con temporanei e lievi accumuli; nei fondovalle l'accumulo è stato di circa 5-15 cm. Tutto l'Appennino Umbro-Marchigiano ha goduto di intense nevicate (100 cm a 1300 m). Nelle basse Marche, invece, un pò di neve è scesa sull'ascolano (2-3 cm nel capoluogo) e nei settori interni di anconetano, maceratese e fermano, con fiocchi anche a quote basse (200-300 m). La neve è caduta con abbondanza in gran parte dell'entroterra Abruzzese sopra i 500 metri di quota, ma in alcuni casi anche sotto la quota. Un'imbiancata si è avuta anche su Teramo. Niente neve sulla costa, né nelle Marche né in Abruzzo, dove si è avuta solo pioggia, con fiumi e torrenti ingrossati. Campobasso, in Molise, ha avuto la maggior nevicata di una stagione assai avara in termini di neve.
Sud Italia e Sicilia Ancora una volta le regioni del Sud hanno visto una risalita di correnti sciroccali che ha colpito soprattutto il settore ionico e del basso Adriatico. Grandi precipitazioni, con quota neve risalita fino oltre i 1500 metri, hanno interessato in Sicilia catanese e messinese, in Calabria il crotonese, e in Puglia il Salento e il tarantino, con conseguenti smottamenti, frane, allagamenti. Eventi che si ripetono, specie in Calabria e Sicilia, da mesi. Dall'inizio dell'anno alcune aree calabresi hanno superato i 1000 mm di accumulo di pioggia, nella Sicilia orientale i 700 mm. Valori, che pur considerando che l'inverno è la stagione delle piogge nel regime climatico mediterraneo, appaiono esagerati. Sull'Appennino Lucano e Campano la quota neve si è attestata attorno ai 1000 metri o poco sotto (e sta attualmente nevicando).
Sardegna Il passaggio del vortice depressionario sull'Isola, ha comportato un'accentuata instabilità e il prodursi di rovesci nevosi fino a quote basse. Qualche fiocco è caduto fin su Sassari, ma sono state le zone centrali della regione, la Barbagia in primis, a veder cadere neve abbondante fin a quote collinari, con accumuli a partire da 400 m circa (Tempio Pausania). La Sardegna è probabilmente, insieme alla Toscana, la regione italiana che più di tutte ha vissuto situazioni invernali opposte quest'anno, con richiami caldi alternati ad avvezioni fredde e nevicate a bassa quota.
Quest'ultima ondata di freddo è stata una conclusione degna di un inverno assai dinamico, lungo e freddo al Nord Italia, variabile per situazioni al Centro e Nord Italia, molto piovoso e mite al Sud, e che ha visto l'assoluto predominio delle depressioni sulle alte pressioni. In un successivo articolo metteremo a confronto questa ondata di freddo e neve marzolina con quella del 2005 e di altri celebri mesi di marzo. [AUTORE: Massimo Aceti - FONTE: www.meteogiornale.it - RIELABORAZIONE DEL TESTO: Alessadro Tadei, Fossombronemeteo]
Colline romagnoli (RN)
Sasso Marconi (BO)
Caorle (VE)
Cuneese
Brescia
Rionero Sannitico (IS)
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