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11/03/2010 - MARZO PAZZO: INIZIO DI PRIMAVERA INVERNALE?

L'eccezionale irruzione fredda di questi giorni potrebbe non essere stato l'ultimo episodio invernale, quello che non tutti indichiamo come il colpo di coda invernale. Infatti, il proseguo di marzo potrebbe ancora riservare bianche e fredde sorprese....

La strada in salita verso la Primavera 
Non sarà facile la guarigione di questa profonda ferita invernale, sia in Europa che in Italia. Correnti da nord-est continueranno a scorrere sulle aree centro-orientali europee fino alle nostre regioni per tutta la settimana. La grande consolazione è che il tempo dovrebbe rimettersi, ma non stabilmente e ovunque.
La strada verso l'agognata primavera sarà ancora in salita, anche se progressivamente ma lentamente questa profonda ferita invernale sarà ricucita. Il fatto è che lo scenario barico a livello sinottico continua ad essere molto dinamico, come è normale nel mese di marzo e in generale in primavera, la cui caratteristica principale dobbiamo ricordarlo non è certo la stabilità, ma dominato da masse d'aria molto più fredde del normale. Questa è la vera anomalia di questa fase meteorologica europea e a dir la verità è la vera anomalia di questo lungo inverno nord-emisferico. Infatti i frequenti split del vortice polare hanno determinato un forte pattern AO--: in parole povere ciò significa che sul Polo ha spesso stazionato un'area anticiclonica, con sensibili anomalie termiche positive, mentre le masse d'aria gelida artica sono state catapultate verso sud, a zonzo per i continenti boreali.
Questa grande disponibilità di aria fredda, se così possiamo esprimerci, nelle aree temperate ha fatto ovviamente la differenza, per cui in caso di blocchi anticiclonici ad ovest che favorissero irruzioni artiche marittime o continentali l'Europa (ma in generale tutto il nord-emisfero) ha dovuto fare i conti con avvezioni di aria molto fredda. E così è avvenuto nei giorni scorsi ancora una volta in Europa e anche in Italia centro-settentrionale, scatenando vere e proprie bufere di vento e di neve.
Ora il peggio è sicuramente passato e lentamente si dovrà tornare alla normalità. Ma le correnti in quota continueranno per alcuni giorni a provenire da nord-est, mantenendosi quindi termicamente sotto le medie. D'altra parte quasi tutto il paese vedrà un netto miglioramento delle condizioni meteorologiche, e il sole farà sempre più capolino tra le nubi. Intendiamoci, non stiamo parlando di una fase nettamente stabile: ancora oggi il Centro-Sud sarà a rischio piogge e nevicate sugli Appennini. Ma anche nei prossimi giorni vi saranno passaggi nuvolosi che potrebbero soprattutto sulla parte meridionale del paese dare origine a precipitazioni. Penso in particolare alla Sicilia e alle estreme regioni meridionali per la giornata di sabato.
Nella nostra Multi MTG (IMG 1) vediamo appunto come ad est rimanga ben vivo e attivo il fiume freddo collegato al vortice polare europeo, sempre pronto a sferrare il suo attacco all'Italia. Da ovest invece spinge il flusso mite atlantico, desideroso di invadere col suo abbraccio soleggiato l'Italia e l'Europa.
Quindi dobbiamo pazientare ancora un poco per poter parlare di stabilità duratura e soprattutto di tempo soleggiato e mite. Da non sottovalutare poi il pericolo delle gelate notturne, soprattutto in presenza di neve al suolo e di cieli sereni al Centro-Nord. (fonte: www.meteogiornale.it)

ECMWF: ipotesi di nuovo raffreddamento sul lungo termine, all'alba della Primavera   
Irruzione artica prevista dal modello europeo fra 9-10 giorni, Marzo potrebbe restare pazzerello
Le ultime elaborazioni di Reading avvalorano la possibilità di nuove possibilità fredde anche sul lungo termine. L'alta pressione potrebbe infatti puntare verso nord, lasciando scendere aria artica verso l'area balcanica con rischio di conseguenze anche per quanto concerne l'Italia.
Il rilancio primaverile, da tempo preannunciato per il periodo successivo al 15 Marzo, potrebbe risultare molto più zoppicante del previsto. L'anticiclone sul Mediterraneo sembra infatti faticare non poco ad affermarsi ed al momento non vi sono ancora elementi certi sull'effettiva ripresa energica (ricompattamento) del Vortice Polare, quello che garantirebbe la ripresa del flusso mite oceanico verso l'Europa.
Dando infatti credito all'ipotesi ECMWF, tra il 20 ed il 21 Marzo un nuovo sensibile raffreddamento colpire l'area orientale europea, i Balcani, ma anche l'Italia. Si tratta di un'ipotesi al momento poco attendibile, anche perché non avvalorata dall'altro modello americano, che confina più ad oriente l'area d'influenza di queste poderose discese artiche.
In generale, a grande scala, gli scenari marzolini sembrano però restare tutto sommato invernale, con insidie fredde sempre molto vicine, in attesa dell'eventuale conferma su questa ricaduta invernale (proposta al momento solo dalle mappe di Reading), che giungerebbe in coincidenza dell'inizio della Primavera meteorologica. Al momento, il condizionale è quanto mai d'obbligo. (fonte: www.meteogiornale.it)


Configurazione media x marzo?
Configurazione x il 20 marzo (ECMWF)
Termiche x il 20 marzo (ECMWF)
11/03/2010 - ITALIA: NEVICATE STORICHE PER MARZO

Un'irruzione fredda eccezionale, in alcune località da record, e che ha imbiancato zone costiere e sepolto le zone collinari, che ha interessato numerose regioni del centro-nord, che ha sommerso l'Appennino centro-settentrionale. Ripercorriamo questi tre giorni incredibili......

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Colpo di coda marzolino: bianca sorpresa dell'Inverno.... Sarà l'ultima? 
Blizzard di neve in gran parte del Nord, nevicate ingentissime su parte delle Alpi occidentali e Appennino Centro-Settentrionali, ancora piogge estreme su Sicilia, Calabria e Puglia, la cronaca di tre giorni di inverno rubati alla primavera.
Le ondate di freddo invernale nel mese di marzo non si possono considerare un'eccezione, ma gli eventi nevosi che hanno colpito molte zone del Nord e Centro Italia in questi ultimi giorni, nemmeno possono essere ricondotti alla normalità.
La cronaca ci ha riferito delle nevicate copiose che hanno interessato molte regioni italiane, ma proviamo a rifare un riassunto di quanto avvenuto, iniziando dalle nostre regioni settentrionali, e tenendo presente che alcuni fenomeni sono ancora in corso.

Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria
Il nostro settore nord-occidentale, che già veniva da un trimestre invernale freddissimo e molto perturbato, ha vissuto un altro evento nevoso di grande rilevanza. Basso Piemonte ed Oltregiogo ligure sono state ancora una volte le zone più colpite, con accumuli rilevantissimi, oltre il mezzo metro già a quote collinari, fino a 2 metri in montagna. La neve ha raggiunto Aosta e Torino, con accumuli contenuti (5 cm circa), è stata molto abbondante su Cuneo, Asti e Alessandria, sulla Riviera Ligure si sono avute sfiocchettate, con qualche modesto accumulo sul savonese. La perturbazione è stata accompagnata da vento fortissimo in Liguria: a Capo Mele registrata una raffica di 130 km/h, sull'Appennino di Levante è nevicato a modo di blizzard, con furioso scaccianeve. Da segnalare gli 80 cm già a 400 m in alcune zone del cuneese (Mondovì) e i 50 cm a soli 150-200 m nell'alessandrino (Pietra Marazzi).

Lombardia ed Emilia-Romagna
A Milano ha nevicato per 24 ore, ma l'accumulo al suolo è stato irrisorio (tra 0 e 4-5 cm). Le aree regionali maggiormente colpite dalla nevicata sono state quelle meridionali e orientali, come Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (15-25 cm). A Brescia (28 cm) si è probabilmente avuta la maggior nevicata marzolina dell'ultimo secolo, per tornare ad un accumulo simile in marzo bisogna tornare ai primi anni del 1900 o addirittura agli ultimi del 1800. Un'intensa nevicata ha colpito anche Varese. Per Milano e la Brianza l'evento nevoso è stato invece assai modesto e molto meno intenso rispetto a quello del marzo 2005.
La Star di quest'ondata di neve è stata probabilmente l'Emilia-Romagna. Ha nevicato un po' ovunque in regione, solo le aree costiere dell'Alta Romagna (ravennate, ferrarese) sono state risparmiate. In Emilia, in particolar modo sulla pedemontana e in Appennino, gli accumuli nevosi hanno superato il mezzo metro, anche un metro a quote di bassa montagna. Bologna (30 cm in città, 40-60 nei dintorni), Modena-Reggio Emilia (40-45 cm), ma anche Parma (30-35 cm), Piacenza (20-25 cm), Ferrara e Forlì (15 cm circa), tutte queste città hanno visto neve con accumulo, anche ingente, accompagnate spesso da forte vento di bora. Discorso diverso per il riminese: qui è caduta generalemtne pioggia mista a neve sulle coste e diversi cm di neve sulle colline (10 cm a 300 m, 30-40 cm a 400 m, 60 cm a 500-600 m); sino avute anche lievi imbiancate sulla spiaggia di Riccione e in pianura nel riminese nei brevi momenti di sola neve. Nevona anche a San Marino, dove gli accumuli sono iniziati già a 200 m, ma è la collina che ha fatto il pieno: 50 cm a Borgo Maggiore (460 m) 50-60 cm a Chiesanuova (500 m) e fino a 75 cm a San Marino Città (670 m).  

Triveneto
Diffuse sono state le nevicate anche sulla Pianura Veneto-Friulana. Gli accumuli assai meno ingenti rispetto all'Emilia, manca d'altra parte in questa zona l'effetto Stau prodotto dall'Appennino. Maggiormente colpiti i settori del rodigino (10-20 cm a Rovigo e provincia) e del veneziano (accumuli in costa) Ha nevicato con accumulo a Verona (5-7 cm), e non è certo usuale, a Venezia, Padova, Treviso. Imbiancato generalmente il basso Veneto e il basso Friuli, dove si contano addirittura 15-20 cm sulle spiagge di Caorle (VE) e Jesolo Sandonà (VE). Molta la neve presente sulle Prealpi Venete. Anche in Veneto, e in Friuli, la nevicata ha assunto le caratteristiche di blizzard, con fenomeni di scaccianeve. In Friuli la bora ha soffiato oltre i 100 km/h, ma è stato nella Venezia-Giulia, che questo vento, come al solito, è arrivato alle sue punte massime, toccando a Trieste i 152 km/h, un vero record degli ultimi decenni; proprio oggi, però, sono state registrate da stazioni amatoriali (ma a norma) raffiche fino a 184 km/h e 212 km/h (tali dati vanno comunque validati). Più penalizzato il Trentino-Alto Adige, che ha avuto neve solo in montagna, mentre all'asciutto il fondovalle dell'Adige.

Toscana e Lazio
Da record le nevicate nella zona delle Colline Metallifere, specie attorno alla zona di Volterra. Gran neve anche nella zona dell'Amiata, nel senese, verso i confini con l'Umbria, e ovviamente, nel settore padano della provincia di Firenze e lungo l'Appennino. La neve è caduta fin su Grosseto, con accumuli a partire da quote collinari. Gran nevicata sull'Isola d'Elba. Nel Lazio è stata colpita soprattutto la provincia di Viterbo, con neve anche sul capoluogo. La neve è riapparsa sulle zone collinari della provincia di Roma, e poi in Appennino. Più a sud le temperature sono rimaste troppo alte per consentire fenomeni nevosi a bassa quota, più a nord, verso la valle dell'Arno, sono mancate le precipitazioni consistenti, risultando queste zone sottovento rispetto alle correnti da nord-est, e senza poter usufruire in maniera corposa dell'umidità proveniente dal Tirreno, vista la posizione più meridionale del minimo di pressione.

Marche, Umbria, Abruzzo e Molise
In alcune zone di queste regioni si è avuta la maggior nevicata stagionale. Nelle Alte Marche Urbino è stata sepolta dalla neve (50 cm) e la neve è scesa a tratti anche in pianura tra 100 e 200 m, anche con temporanei e lievi accumuli; nei fondovalle l'accumulo è stato di circa 5-15 cm. Tutto l'Appennino Umbro-Marchigiano ha goduto di intense nevicate (100 cm a 1300 m). Nelle basse Marche, invece, un pò di neve è scesa sull'ascolano (2-3 cm nel capoluogo) e nei settori interni di anconetano, maceratese e fermano, con fiocchi anche a quote basse (200-300 m). La neve è caduta con abbondanza in gran parte dell'entroterra Abruzzese sopra i 500 metri di quota, ma in alcuni casi anche sotto la quota. Un'imbiancata si è avuta anche su Teramo. Niente neve sulla costa, né nelle Marche né in Abruzzo, dove si è avuta solo pioggia, con fiumi e torrenti ingrossati. Campobasso, in Molise, ha avuto la maggior nevicata di una stagione assai avara in termini di neve.

Sud Italia e Sicilia
Ancora una volta le regioni del Sud hanno visto una risalita di correnti sciroccali che ha colpito soprattutto il settore ionico e del basso Adriatico. Grandi precipitazioni, con quota neve risalita fino oltre i 1500 metri, hanno interessato in Sicilia catanese e messinese, in Calabria il crotonese, e in Puglia il Salento e il tarantino, con conseguenti smottamenti, frane, allagamenti. Eventi che si ripetono, specie in Calabria e Sicilia, da mesi. Dall'inizio dell'anno alcune aree calabresi hanno superato i 1000 mm di accumulo di pioggia, nella Sicilia orientale i 700 mm. Valori, che pur considerando che l'inverno è la stagione delle piogge nel regime climatico mediterraneo, appaiono esagerati. Sull'Appennino Lucano e Campano la quota neve si è attestata attorno ai 1000 metri o poco sotto (e sta attualmente nevicando).

Sardegna
Il passaggio del vortice depressionario sull'Isola, ha comportato un'accentuata instabilità e il prodursi di rovesci nevosi fino a quote basse. Qualche fiocco è caduto fin su Sassari, ma sono state le zone centrali della regione, la Barbagia in primis, a veder cadere neve abbondante fin a quote collinari, con accumuli a partire da 400 m circa (Tempio Pausania). La Sardegna è probabilmente, insieme alla Toscana, la regione italiana che più di tutte ha vissuto situazioni invernali opposte quest'anno, con richiami caldi alternati ad avvezioni fredde e nevicate a bassa quota.

Quest'ultima ondata di freddo è stata una conclusione degna di un inverno assai dinamico, lungo e freddo al Nord Italia, variabile per situazioni al Centro e Nord Italia, molto piovoso e mite al Sud, e che ha visto l'assoluto predominio delle depressioni sulle alte pressioni.
In un successivo articolo metteremo a confronto questa ondata di freddo e neve marzolina con quella del 2005 e di altri celebri mesi di marzo.
[AUTORE: Massimo Aceti - FONTE: www.meteogiornale.it - RIELABORAZIONE DEL TESTO: Alessadro Tadei, Fossombronemeteo] 


Colline romagnoli (RN)
Sasso Marconi (BO)
Caorle (VE)
Cuneese
Brescia
Rionero Sannitico (IS)
10/03/2010 - NEVE IN EUROPA E ASIA, PIOGGE IN AFRICA

EUROPA
Un immenso freezer... (Europa)
Anche stamattina l'Europa continentale fa i conti con temperature molto rigide. Minsk -21°C, Varsavia e Praga -11°C, Amburgo e Lipsia -10°C, Vilnius -16°C, Kiev -13°C, Mosca -14°C. Degni di nota anche i -9°C di Grenoble, i -6°C di Nancy e Belfast e i -5°C di Dublino. Oltre al gelo non manca neppure la neve, diffusa su buona parte degli stati orientali.

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Eccezionali nevicate colpiscono la Corsica: apoteosi bianca sulle zone centro-settentrionali
Prima la Linguadoca, ora è toccato alla grande isola francese subire un evento nevoso spettacolare: fiocchi localmente fin sul litorale
Scenari della Corsica splendidamente bianchi, dopo le nevicate odierne che seguono quelle che avevano colpito lunedì il sud della Francia. Fra le zone più colpite vi è la zona del Capo Corso, con quasi mezzo metro di neve in bassa collina.
Ingenti nevicate hanno colpito la Corsica, in quella che è stata una vera e propria tempesta da nord/est che ha spazzato soprattutto la parte nord dell'Isola, ove i fiocchi si sono spinti localmente fino al livello del mare, senza tuttavia attaccare. Molta la neve a quote pianeggianti, mentre in collina nell'area a sud/ovest di Bastia, il manto nevoso ha superato i 70 centimetri d'altezza.

Ancora molta neve in Catalogna 
Mezzi spazzaneve in azione tra Spagna nord/orientale e Francia per ripulire le strade dalla neve.

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Tormenta di neve a Ginevra 
Ecco come si presentava Ginevra nel pomeriggio: 

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Bora a 200km/h in Slovenia! 
Emergenza maltempo anche in Slovenia con raffiche di bora che hanno raggiunto i 200 chilometri orari sul litorale e neve nelle zone interne. L’Agenzia per l’ambiente slovena - annuncia il notiziario di Radio Capodistria - ha dichiarato lo stato di allarme che sarà in vigore sino a domani. La forte bora ha creato disagi soprattutto nella zona di Nova Gorica anche con un black-out che ha limitato l’energia elettrica. Il black outi va ricercato nel guasto che ha coinvolto l’elettrodotto di Nova Gorica-Ajdussina. Elettricità è venuta a mancare anche nel capodistriano. Chiuse per maltempo anche diverse scuole medie, elementari e asili, mentre per la bora sono state scoperchiate molte abitazioni. Sempre causa la forte bora il porto di Capodistria è stato chiuso. Su gran parte della Slovenia sta anche nevicando con il manto nevoso che in alcuni punti ha raggiunto i 40-50 centimetri. Complessa la situazione sulle strade della Slovenia proprio a causa del forte vento e della neve. E’ chiuso un tratto dell’autostrada Capodistria-Lubiana, mentre per la bora in alcune strade statali è in vigore il divieto di transito per roulotte, camion frigoriferi, telonati e autobus. (AGI) 
 
AFRICA
Dopo 3 anni arriva la pioggia (Etiopia)

Dopo tre anni di siccità, finalmente sono arrivate le piogge in Etiopia, con grande sollievo per milioni di agricoltori ridotti allo stremo e che ora possono sperare in un raccolto generoso e di buona qualità. Il ministero dell’Agricoltura ha detto che ci sono tutte le condizioni affinchè quello di quest’anno sia uno dei migliori raccolti degli ultimi decenni. Questo, continua una nota del dicastero, fa si’ che possa essere ridotta sensibilmente la stima di 5,2 milioni di etiopi in difficoltà alimentare nel 2010.

Piogge torrenziali in Marocco, 10 morti 
Le forti piogge, il vento violento e gli smottamenti di terreno hanno provocato in molte regioni del Marocco una decina di morti, numerosi feriti e sfollati a causa delle inondazioni. Lo riferisce l’agenzia di stampa Map citando fonti del ministero dell’Interno. Nella zona centrale del paese sette persone sono morte per annegamento tentando di attraversare un fiume in piena; nel vicino villaggio di Kisba otto persone sono rimaste ferite per il crollo di due case costruite in argilla. Un uomo e’ deceduto per il crollo della grotta dove si era rifugiato nei pressi della citta’ di Taza, nel nord-est, dove altre due persone hanno trovato la morte travolte dalle acque di un fiume. Le piogge, a tratti violentissime, che da settimane si abbattono su tutto il paese hanno provocato il crollo di ponti e di centinaia di case, numerosi ettari di colture sono state sommerse dalle acque e centinaia di famiglie sono state sgomberate e portate in centri di accoglienza. Due settimane fa le piogge avevano provocato il crollo di un minareto nella Medina di Meknes causando la morte di 41 fedeli che si trovavano nella moschea per la preghiera del venerdi’. (ANSA) 

ASIA
Tanta neve in Corea 
Una violenta ondata di freddo e neve sta colpendo la Corea del Sud sud/orientale. 

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Bufere di neve a Seul, in Corea 
Forti bufere di neve stanno colpendo la Corea del Sud: si lavora a Seul per spalare la neve dalle strade! 

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Neve anche a Pechino 
Ecco un’immagine di Pechino imbiancata poche ore fa. 

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RESTO DEL MONDO
Grande neve in Francia meridionale e Catalogna, gran gelo in mezza Europa
Oltre 30 cm di neve a Perpignano e sulle coste francesi al confine con la Spagna, comunicazioni paralizzate. In Catalogna, 15 cm a Gerona, imbiancata anche Barcellona. -16°C a Monaco, -14°C a Salisburgo- -23°C in Lettonia, -22°C in Estonia e Bielorussia, -21°C in Lituania. Hoseda-Hard, dopo i -56°C di febbraio, stacca un bel -36°C marzolino. Ancora sotto -40°C la Mongolia. Gran caldo in Thailandia, fino a 41°C. Caldo molto afoso sul Golfo di Guinea, Abidjan sfiora il suo record. Libia: ancora un "over 40°C".
ARTICOLO QUI: http://www.meteogiornale.it/notizia/17522-1-grande-neve-in-francia-meridionale-e-catalogna-gran-gelo-in-mezza-europa

Gran neve in Corsica, -28°C in Engadina, neve a Tokyo
Fino a 40 cm a quote collinari sull'isola, 80 a 1000 metri, neve a tratti anche sulle coste. -27,8°C la minima di Samedan martedì. Gran caldo in Sudan e Medio Oriente: 44°C in Sudan, 37°C al Cairo lunedì, 36°C a Tel Aviv martedì. Forti piogge nella Pampa: 192 mm in 24 ore a Santa Rosa. Piogge abbondanti nel sud del Giappone, neve nel nord, fiocchi anche a Tokyo. Estremi asiatici: -49°C a Ojmjakon, 41°C in India.
ARTICOLO QUI: http://www.meteogiornale.it/notizia/17541-1-gran-neve-in-corsica-28-gradi-in-engadina


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